Intervallo del primo spettacolo de "L'apprendista stregone" di un tranquillo lunedì di settembre. Ogni volta, in sala, si sa come si entra e non si sa come si esce.
Entro. Non arrivo a contare dieci bocche. Un microscopico nipotino tenta di convincere il nonno che non è vero che non può mangiare le patate, che la mamma gli compra sempre le Cipster, ma il nonno non cede e tenta di zittire la lagna promettendo, una volta fuori, di comprargli quello che vuole. Il microbo non ci casca ed insiste. Scene rassicuranti di ordinaria amministrazione familiare, eppure lo spaesamento è dietro l'angolo, anzi in bagno e ad un certo punto ritorna al suo posto, sotto le insospettabili spoglie di un secondo nipotino, appena un po' più grande del primo (prima elementare?). Quest'anima candida, dopo aver ottenuto senza sforzo dall'attempato tutore di concludere l'acquisto di una bottiglietta d'acqua, zittisce il piccolino, che nel frattempo è passato a desiderare le bomboniere, con un laconico e sprezzante: "Gelati? Tzé! Escrementi di latticini". Esco allibita.
Chi era quello? Il figlio di Mirabella? Mughini travestito da bambino? E' nato così o lo stanno addestrando? Spero ci sia qualcuno che si prenda la responsabilità di quello che sta facendo, perché siamo stati bambini tutti e credo tutti abbiamo esultato nel gustare la croccante freschezza di una bomboniera.
Vendo piccoli vizi, deliziose irresistibili schifezze organizza-brufoli, che personalmente evito di mangiare, ma sentire dire, da un moccioso che mi arriva alla vita, che vendo escrementi no, non posso accettarlo - con tutto che le bomboniere degli escrementi hanno senz'altro il colore e perché no vagamente anche la forma...
Impressioni e depressioni di una bibitara un po' per gioco e un bel po' per necessità
Se l'Adriano fosse un fiore, sarei l'ape industriosa che gli svolazza intorno e continuamente vi si posa. Se fosse una montagna, sarei l'acqua che vi scorre sopra e ovunque la penetra. Se fosse un pianeta, sarei uno dei suoi satelliti più vivaci, anzi no, sarei un'onda elettromagnetica che attraversa i suoi spazi. Ma è solo una multisala di Roma ed io non sono che una venditrice ambulante. Deambulante, trotterellante, persino galoppante, anche se il cabarè, con cui trasporto in sala pop-corn, patatine, noccioline, acque, coke e gelati, pesa più di me!
Se l'Adriano fosse un fiore, sarei l'ape industriosa che gli svolazza intorno e continuamente vi si posa. Se fosse una montagna, sarei l'acqua che vi scorre sopra e ovunque la penetra. Se fosse un pianeta, sarei uno dei suoi satelliti più vivaci, anzi no, sarei un'onda elettromagnetica che attraversa i suoi spazi. Ma è solo una multisala di Roma ed io non sono che una venditrice ambulante. Deambulante, trotterellante, persino galoppante, anche se il cabarè, con cui trasporto in sala pop-corn, patatine, noccioline, acque, coke e gelati, pesa più di me!
martedì 14 settembre 2010
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