Impressioni e depressioni di una bibitara un po' per gioco e un bel po' per necessità

Se l'Adriano fosse un fiore, sarei l'ape industriosa che gli svolazza intorno e continuamente vi si posa. Se fosse una montagna, sarei l'acqua che vi scorre sopra e ovunque la penetra. Se fosse un pianeta, sarei uno dei suoi satelliti più vivaci, anzi no, sarei un'onda elettromagnetica che attraversa i suoi spazi. Ma è solo una multisala di Roma ed io non sono che una venditrice ambulante. Deambulante, trotterellante, persino galoppante, anche se il cabarè, con cui trasporto in sala pop-corn, patatine, noccioline, acque, coke e gelati, pesa più di me!



mercoledì 15 settembre 2010

Programmi per la cena

Intervallo di Karate Kid. Mi colpisce uno scambio di battute:
   H - " Ti va, quando usciamo di qua, di andare a mangiare al cinese? Con le bacchette?"
   J - "Ma non ho mangiato bene l'ultima volta!"
Pronti per il quiz? Individua tra H e J quale è l'adulto e quale invece il microscopico bambino.


Avete risposto? Allora controllate la soluzione: dell'esperienza del mangiare cinese, H, l'adulto, evoca a scopo persuasivo l'elemento ludico (si mangia con le bacchette, dai che ci divertiamo), confidando nel pregiudizio che J, il bambino, abbia più voglia di giocare che di fare qualunque altra cosa, invece J riporta il discorso alla sostanza (mi importa di mangiare bene).
La maturità di certi bambini continua a sorprendermi. Cosa posso aspettarmi per le prossime volte? Il genitore che non resiste alla tentazione di comprare le patatine, sotto lo sguardo di disapprovazione del figlio?

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