The early bird catches the worm. L'uccello mattiniero cattura il verme. Semplice ed efficace. Noi non siamo capaci di essere stringenti come gli anglofoni. Noi ci perdiamo in chiacchiere. L'equivalente nostrano di questa espressione non esiste. State pensando a chi dorme non piglia pesci? No, il significato è diverso, vuol dire che non basta essere svegli, bisogna stare attenti, essere vigili. Il mattino ha l'oro in bocca? Sì, questo si avvicina, ma che significa? Da quando in qua il mattino ha una bocca? E che gusto ha l'oro? Di certo non quello dei biscotti Oro Saiwa. Sembra una poesia di Ungaretti, è ermetica, va interpretata. Se solo imparassimo dagli inglesi ad essere più chiari.
Questo per dire che, dopo aver chiuso gli occhi alle ore 01:39 di stanotte, mi sono fatta bastare cinque ore e mezza di sonno e dalle 7 sono di nuovo in prima linea. Che la stanchezza si incrosti pure: occorre disciplina e sacrificio per scalare le vette.
Il punto è che non posso tacere. Semplicemente odio l'Adriano. E' l'Italia in miniatura, ma che dico il mondo occidentale in miniatura, è la perfetta sintesi del peggio del peggio dell'attuale sistema globale, fondato sull'induzione allo spreco e al consumismo, sul controllo delle masse, sull'annichilimento del pensiero, sull'ottundimento del sentire, sull'impedimento dell'agire, insomma sulla degradazione della dignità dell'essere umano. Ed io ci sono dentro fino al collo.
Qui i lupi allevano pecore. Le pecore non sono capaci di orientarsi, seguono il gregge o si perdono. Molte non trovano la loro sala, girano smarrite tra scale mobili e corridoi, incapaci di leggere le insegne, nemmeno se luminescenti. Poi quando le ficchi dentro la sala, non trovano il bagno, che pure è al suo interno, anche quello segnalato, ed escono a cercarlo.
Le pecore lasciano tracce inconfondibili del loro passaggio, sporcano, disseminano il pavimento di palline di ca...ldi pop corn, riversano liquidi zuccherini che si appiccicano sotto le scarpe e ti aiutano a non pattinare quando camminerai sulle cannucce buttate qua e la. Gli agnellini, con tutto che sono maldestri, sono i più puliti. Ed io ci sono dentro fino al collo. Per conoscere lupi, pecore e agnellini.
La mole di rifiuti prodotti in una serata è vergognosa. Ieri, solo nel mio piano, in cui è presente una sola delle dieci sale, ho contato dieci sacchi neri, grossi come mongolfiere, gonfi dei resti del consumo di schifezze, che se fossero solo schifezze sarebbe niente, invece sono schifezze confezionate. "Confezionate" sembra una parola gentile (protette, decorate) invece è cruenta. Faccio qualche esempio. Confezionate significa "incartate e inscatolate" nella migliore delle ipotesi (bomboniere e cornetti), ma il gradiente verso il peggio non ha limiti: "imbustate e inscatolate" (pop corn, M&M's), "imbustate impacchettate e inscatolate" (Crik Crok) e, dulcis in fundo (i debili di cuore non leggano oltre), "imbustate impacchettate inscatolate incelofanate a due a due con dentro una busta contenente un malloppo di buste in TNT riutilizzabili decorate coi loghi dei prodotti Saiwa, ripeto ogni due scatoloni di Cipster incelofanati, un celofane contenente un malloppo di buste cosiddette ecologiche. La presa per il culo più grossa del secolo.
Ed io ci sto. Ci sto per capire il sistema in miniatura e poi agire nel Sistema. Capire quali risorse ho e quali sono le mie "armi". Capire quando, dove e come mettere la "bomba".
Impressioni e depressioni di una bibitara un po' per gioco e un bel po' per necessità
Se l'Adriano fosse un fiore, sarei l'ape industriosa che gli svolazza intorno e continuamente vi si posa. Se fosse una montagna, sarei l'acqua che vi scorre sopra e ovunque la penetra. Se fosse un pianeta, sarei uno dei suoi satelliti più vivaci, anzi no, sarei un'onda elettromagnetica che attraversa i suoi spazi. Ma è solo una multisala di Roma ed io non sono che una venditrice ambulante. Deambulante, trotterellante, persino galoppante, anche se il cabarè, con cui trasporto in sala pop-corn, patatine, noccioline, acque, coke e gelati, pesa più di me!
Se l'Adriano fosse un fiore, sarei l'ape industriosa che gli svolazza intorno e continuamente vi si posa. Se fosse una montagna, sarei l'acqua che vi scorre sopra e ovunque la penetra. Se fosse un pianeta, sarei uno dei suoi satelliti più vivaci, anzi no, sarei un'onda elettromagnetica che attraversa i suoi spazi. Ma è solo una multisala di Roma ed io non sono che una venditrice ambulante. Deambulante, trotterellante, persino galoppante, anche se il cabarè, con cui trasporto in sala pop-corn, patatine, noccioline, acque, coke e gelati, pesa più di me!
lunedì 20 settembre 2010
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